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recensione.

Il futuristico smartphone Samsung galaxy S8. Si è riuscito a realizzare un terminale top, all’interno di una scocca in vetro e metallo.

Ci sono molte novità riguardo l’aspetto dello smartphone. Uno smartphone con un display da 5,8 pollici e cornici quasi inesistenti, le linee sono morbide e curve. La superficie esterna è ricoperta quasi per intero dal gorilla glass 5.

La curvatura presente in entrambe le facciate fa si che lo smartphone sembri più fino. Il suo spessore è di 8mm, pochi, ma abbastanza per contenere il jack audio da 3,5mm,lo speaker e la porta USB type-C.

Su internet si possono trovare molti drop test per verificare la resistenza del gorilla glass 5, che sembra proteggere abbastanza. Si consiglia sempre l’utilizzo di una cover che lo protegga da qualsiasi tipo di danno; perche ancora non si è riuscito a trovare un vetro infrangibile.

 

 

Ci sono anche lati negativi, per esempio il vetro e i bordi edge sulle facciate hanno reso scivoloso lo smartphone. Lateralmente non c’è un grande grip.

Lo smartphone è certificato IP68, certo tutto ha un limite, quindi fate sempre attenzione. Nessun problema quindi per l’utilizzo estivo vicino a piscine, laghi, fiumi e mari, potete anche immergerlo in acqua per ripulirlo dalle ditate che rimangono impresse nel vetro.

Galaxy S8 monta il miglior display mai realizzato per uno smartphone.

A S8 sono stati ricoosciuti anche vari record:

  • Il più ampio Color Gamut nativo (113% DCI-P3 e 142% sRGBclicca qui.li>
  • La più alta Luminosità di picco (1020 nits)
  • Il più alto Contrasto sotto luce ambientale (227)
  • La più bassa Riflettività del display (4.5%)
  • La più bassa Variazione di luminosità al variare dell’angolo visivo (29%)

Questi sono gli input tecnici principali, all’atto pratico si nota subito il distacco dalla concorrenza, con un display che si adatta alle diverse condizioni ed è in grado di raggiungere incredibili valori di picco sotto luce diretta del sole. All’aperto si può guardare il display senza alcun problema, è davvero incredibile la leggibilità anche con sole a picco, sembra quasi di avere un ePaper e i consumi del pannello non sono poi così diversi rispetto allo scorso anno.

Altissima risoluzione modulabile, il pannello è un Quad HD+ (2960 x 1440 pixels) da 5.8 pollici e formato 18.5:9, ben 570 PPI e pixel a Diamanti. Samsung commercializza Galaxy S8 con risoluzione Full HD+ al primo avvio, modalità di cui non vi accorgerete mai ad occhio nudo, che io ho immediatamente cambiato per non andare incontro ad alcun compromesso.

La densità dei pixel è così alta che il nostro occhio non è capace di vedere le differenze alle normali distanze, speriamo davvero che si fermino su questi livelli, andare oltre sarebbe davvero solo marketing. I pixel a diamanti permettono un consumo più ridotto di quanto ci si possa attendere: i pixel verdi sono infatti quelli che consumano di più, sono più piccoli e ovali, quelli rossi e blu consumano gradualmente meno e sono via via più grandi (quelli blu i più ampi). Escamotage che pare funzionare alla grande. Unico avvertimento, sarà difficile tornare indietro e tutti gli altri display vi sembreranno di qualche generazione fa.

Ciliegina sulla torta l’Always-on, ancora più luminoso e utile, capace di adattarsi a seconda delle condizioni di luminosità ambientale ed evitare tanti risvegli (non facili su questo S8).Si tratta del miglior Always-on su piazza, ma attenti che consuma, tira giù l’1% circa l’ora se attivo tutto il tempo. Se volete risparmiare qualcosa allora disattivatelo, ma sarebbe un’assurdità!

Realizzare una simile scocca sarebbe stato forse impossibile in passato, penso alle alte temperature raggiunte da passati SoC con diverso processo produttivo. Samsung ha dovuto fare uno sforzo doppio, perchè su molti dei Galaxy S8 ed S8+ internazionali ha integrato il suo Exynos Serie 9 8895, un octa-core a 2.3 GHz realizzato a 10nm come la sua controparte Qualcomm con Snapdragon 835.

Chip potentissimo e capace di raggiungere clock altissimi pur mantenendo basse le temperature: dalle mie misurazioni non si è mai arrivati sopra i 30-31°C nella parte anteriore e 31-32°C in quella posteriore, dati raccolti durante dei benchmark che stressano al massimo il sistema. Nell’immagine poco sopra potete vedere Galaxy S8 (destra) a fianco di LG G6 (sinistra) durante il medesimo becnhmark, con G6 sempre avanti di 1°C circa (ricordiamo che ha un Snapdragon 821 a 14nm).

  • SISTEMA: Android 7.0 su interfaccia Samsung Experience 8.1
  • SOC: Exynos Serie 9 8895, octa-core a 2.3 GHz a 10nm (FinFET)
  • GPU: Mali-G71
  • MEMORIA: Interna: 64GB (espandibile fino a 256GB) / RAM: 4GB LPDDR4
  • DISPLAY: 5.8 pollici / Super AMOED / Risoluzione: 2960 x 1440 pixels / 570 ppi
  • FOTOCAMERA: posteriore 12 MP / front 8 MP / video: fino a 4K a 30 fps
  • RETI: GSM, UMTS, HSPA/HSUPA, LTE Cat 16 (nano SIM)
  • WIRELESS: Bluetooth: 5.0 con LE/EDR/A2DP/aptX / Wi-Fi: 802.11 a/b/g/n/ac 2.4+5GHz / Wi-Fi hotspot / NFC
  • CONNESSIONI: Jack Audio da 3.5mm / USB Type-C 3.1 / supporto OTG
  • GPS: A-GPS/GLONASS/BeiDou/Galileo
  • SENSORI: Accelerometro, Giroscopio, Sensore di prossimità
  • BATTERIA: 3000 mAh
  • SCOCCA: Profilo metallico, back cover e frontale in vetro (Gorilla Glass 5) / IP68
  • PESO: 155 grammi
  • DIMENSIONI: 148.9 x 68.1 x 8 mm

Tradotto significa che la potenza di fuoco è qui massima, con Galaxy S8 nessuna applicazione o gioco è troppo esigente, anche se, ad esser onesti, tale limite non si è mai riscontrato con terminali top che integrano i chip della passata generazione (penso proprio a G6, ai Pixel, OnePlus 3Ted altri che montano SD821 o gli stessi S7/S7 Edge con Exynos 8890).

Neanche a dirlo, l’esperienza gaming è meravigliosa, la GPU Mali-G71 è un mostro di potenza e non ho mai riscontrato un minimo lag con tutti i titoli più esigenti (Real Racing 3, Mortal Kombat X, Modern Combat 5 e NBA Live), massimo dettaglio e frame rate impostato. Dall’hardware arriva tutto l’apporto necessario, quello che ci si aspetta, il vero salto lo si deve al meraviglioso display: giocare su un pannello da 5.8 pollici Quad HD+ è una vera go-du-ria.

La RAM è stata oggetto di qualche discussione, su GS8 abbiamo 4GB LPDDR4 e il sistema ne occupa solitamente circa la metà. In queste settimane l’ho utilizzato in tutte le condizioni e stressato davvero, non sono mai arrivato ad avere meno di 600MB di memoria RAM liberi, la saturazione sembra teoricamente vicina ma non si arriva mai ad un livello di guardia. Quindi buona la gestione, ma credo che dalla prossima generazione i 6GB saranno d’obbligo visto che il sistema richiede sempre di più (e non solo quello Samsung).

Capitolo a parte per le funzioni di sblocco, Samsung ha puntato su nuove soluzioni e tecnologie, mettendo in lista numerose opzioni, forse anche troppe e in grado di confondere l’utente. Galaxy S8 si propone ad un pubblico molto ampio, compresi business man che vogliono il massimo della sicurezza per il proprio terminale, capisco quindi il riconoscimento dell’iride e quello del volto, entrambi precisi e accurati dopo una buona registrazione dei propri lineamenti (sotto buona luce). Ma quasi inutilizzabili di notte, o quando la luminosità esterna cala a fine giornata.

Chiaro, se il viso/iride non vengono riconosciuti si può sempre passare dalla classica combinazione o impronta digitale, se non fosse che il con il secondo tentativo si sono già persi quei 2-3 secondi in più, e con loro un po’ della nostra pazienza. Oltretutto il sensore biometrico per il riconoscimento delle impronte è posto in alto, a fianco della fotocamera principale su cui, inizialmente, lascerete costanti ditate. Infine non c’è il doppio tap per il risveglio del display, o meglio, c’è ed è localizzato sul piccolissimo tasto home virtuale che ha ogni lato lungo circa 0.5 cm, non certo facile da acchiappare quando si va a caso.

Tirando le somme si hanno tanti sistemi tutti un pò incompleti. Samsung doveva semplificare, posizionare meglio il lettore d’impronte ed evitare che per alcuni metodi sia comunque necessario un passaggio in più: per usare il riconoscimenti del viso/iride, ad esempio, bisogna prima risvegliare il display. Il capitolo sblocco vale da solo 1 punto in meno sul mio giudizio complessivo, uno smartphone perfetto, quello definitivo, non avrebbe un simile compromesso. E volete sapere qual’è la migliore soluzione? Utilizzate Smartlock, se avete uno smartwatch o un accessorio bluetooth sempre con voi allora impostatelo come affidabile, io l’ho fatto con tutto quello che uso giornalmente così non sto ad impazzire con gli sblocchi.

Spessore praticamente invariato rispetto allo scorso anno, 7.9mm contro 8mm di S8, e soli 3g in più (adesso sono 155g), nonostante le dimensioni siano decisamente cambiate rispetto a Galaxy S7. Cosa che è invece rimasta invariata è la batteria, una unità da 3000mAh (11.55 Wh) che non ci fa certo esultare, nonostante le premesse hardware siano più che buone. Il SoC Exynos 8895 a 10nm potrebbe (teoricamente) consumare il 40% in meno rispetto al suo predecessore, garantendo comunque frequenze più alte a temperature inferiori.

Nella mia esperienza quotidiana posso ritenermi soddisfatto, ho concluso oltre una ventina di cicli e lo possiedo da tre settimane, mi sono quindi fatto un’idea abbastanza precisa. Inizialmente tutto sembrava un po’ scombussolato, i primi 3-4 cicli l’autonomia non era un granchè, poi la situazione è via via migliorata, si è stabilizzata, senza app anomale capaci di consumare l’inverosimile senza apparente spiegazione. L’ho sempre utilizzato, come detto, con performance massime, Alway-on attivato e risoluzione Quad HD+, le mie valutazioni riguardano quindi questo scenario.

Le ore di schermo acceso sono un valore approssimativo, lo ripeto e continuerò a farlo anche in futuro. Io, ad esempio uso molto i terminali a schermo spento: quando corro con Spotify, Runkeeper, traffico dati e GPS attivi, o quando viaggio e ascolto musica per ore ed ore. Ad ogni modo, ho concluso i miei cicli con 4-4.5 ore di schermo acceso di media, il display impatta solitamente con un consumo di circa 700-800mAh.

I consumi sono contenuti quando il terminale è in standby, tutti i nuovi terminali riescono davvero a gestire meglio i potentissimi SoC montati sotto la scocca, senza troppi sprechi. Galaxy S8 riesce a garantirmi un’autonomia migliore di Galaxy S7, ma non riesce di certo a raggiungere gli eccellenti livelli di Galaxy S7 Edge (che vanta una batteria da 3600mAh. Samsung avrebbe forse potuto osare un po’ di più su questo fronte, ma immagino che mantenere questo profilo e la massima sicurezza abbiano imposto certe limitazioni. Chi vuole di più deve guardare al Galaxy S8+, capace di garantire qualcosa in più. Come detto anche in video pare che quest’anno le due coreane si siano invertite i ruoli, secondo la mia esperienza LG G6 ha infatti un’autonomia migliore (anche prevedibile visti i 3300mAh).

Non è cambiato molto rispetto allo scorso anno, come già visto su altri competitor, il sensore d’immagine montato sulla mia unità è praticamente lo stesso già visto su Galaxy S7/S7 Edge: Isocell proprietario da 12 MP (4:3) siglato “SLSI_S5K2L2-FIMC-IS“, una piccolissima rivisitazione del “SLSI_S5K2L1-FIMC-IS” visto lo scorso anno sulla precedente generazione. La piattaforma hardware è differente e lo sono anche gli algoritmi che gestiscono l’intero comparto, ma non ci sono stravolgimenti per la fotocamera principale, l’ottica è sempre luminosa con apertura f1.7. L’altra variante prevede un Sony IMX333.

Eccezionale riproduzione cromatica, ottimo livello di dettaglio e autofocus preciso, Galaxy S8 è un fulmine nel scattare foto e si conferma uno dei migliori nel comparto. Vediamo qualche scatto diurno.

Per non farci mancare nulla ecco anche qualche scatto di confronto con LG G6, che monta un sensore d’immagine (principale) da 13 Mp f1.8. Le differenze negli scatti sono minimi, G6 ha qualcosa in più nel dettaglio, ma bisogna davvero investigare per rendersene conto, entrambi hanno una simile resa cromatica e luminosità di notte, si equivalgono molto.

Galaxy S8 riesce ad esprimere il meglio di notte, l’ottica luminosa si vedere e l’autofocus è molto preciso, non sbaglia davvero un colpo, cosa che aiuta molto in queste condizioni.

Deciso passo in avanti invece per la fotocamera anteriore, Samsung ha corretto il tiro e integrato un sensore d’immagine da 8MP (sigla SLSI-S5K3H1_FIMC_IS) con apertura f1.7, per selfie luminosi anche di notte. Livello di dettaglio notevole e scatto immediato, non ho mai visto un autoscatto mosso, e in condizioni di scarsa luminosità è piuttosto comune. Per gli amanti dei selfie è un’ottima notizia, c’è anche l’autofocus e il riconoscimento del volto, compromessi zero. L’altra variante monta un Sony IMX320.

Chiudiamo questo capitolo con i video. Possiamo registrare filmati filmati in Ultra HD (3840 x 2160 pixel); a 30fps con la fotocamera posteriore, con quella anteriore non si va invece oltre il QHD (2560 x 1440 pixel). La qualità in ripresa è eccellente, la fotocamera principale è ha la stabilizzazione ottica e riesce a compensare benissimo le vibrazioni. Sulla stessa linea la resa cromatica e il livello di dettaglio, anche se ho notato che spesso cambia la temperatura troppo rapidamente a seconda dei nostri movimenti.

Mi spiego, se riprendiamo un cielo blu allora passa su temperature più fredde, che tendono al blu; ma se ci spostiamo verso elementi più gialli, come un muro, ecco che la temperatura passa su tonalità più calde, giallognole. La cosa è normale, solo che a volte lo fa troppo rapidamente, nulla di più. Di notte Galasy S8 da il meglio nella registrazione dei video, è una spanna sopra LG G6 e nella recensione video potete constatarlo direttamente (verso la fine del filmato). L’autofocus è più preciso, la compensazione migliore e anche la gestione del rumore di fondo in queste particolari condizioni. Una bella conferma, ma qui vedo qualcosa in più rispetto allo scorso anno.

Lo smartphone è presente nei seguenti colori:

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Tratto dal blog IEvolution

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